Trovandoci ancora in piena pandemia, vedi gli Stati Uniti, l'America Latina e l'India; fortunatamente in Italia tendono ancora a scendere i casi di infezione da SARS-CoV-2, pur in presenza di focolai poco estesi e prontamente controllati; rimane il problema delle infezioni che creano patologie all’infettato non sempre facilmente risolvibili (gravi difficoltà respiratorie, problemi polmonari, cardiologici e neurologici) fino all’esito infausto.

A completamento dell'articolo del Prof. Di Renzo circa quello che abbiamo imparato dall'esperienza del CoViD-19, in cui ha elencato una serie di manifestazioni cliniche del nuovo virus e altre preziose informazioni circa comportamenti da tenere, mi permetto di aggiungere il ruolo dei recettori ACE-2 che appaiono espressi e sovra espressi in vario grado in chi è stato infettato.

Secondo l'Istituto Superiore di Sanità i pazienti morti e positivi al SARS-CoV-2 di sesso femminile sono un terzo di quelli maschili. Le ragioni possono essere molteplici: gli uomini fumano di più ed il fumo è un cofattore di rischio, le donne sono più osservanti delle regole, quindi del rispetto del distanziamento sociale, la risposta immunitaria nelle donne è più pronta.

Tra il 6 Febbraio e il 20 Marzo a Dashi (1), città della Cina sono stati identificati nel 6% di persone affette da CoViD-19 (n°149 campioni) delle eliminazioni del tratto genomico 23585-23599, corrispondente a una delezione (15 basi) a livello della proteina Spike, che avviene comunemente dopo passaggi attraverso cellule coltivate (Vero o VeroE6).

Come ho puntualizzato nell’articolo precedente, risulta importante accedere ai risultati recenti dei più importanti centri di ricerca virologica nazionale e mondiale, al fine di evidenziare possibili modificazioni del genoma virale del SARS-CoV-2, che possano in qualche modo farci capire meglio la natura e la cinetica di trasformazione di tale virus.