The wolverine

The wolverine

Articolo di Gabriele La Malfa

Nessun “super-potere” o “gene mutante”, in zoologia con wolverire (ghiottone o volverina) si identifica un mammifero carnivoro appartenente alla famiglia dei mustelidi. Pur non sfidando le leggi della fisica e della biologia (come, invece, avviene per l’omonimo personaggio dei fumetti della Marvel), il ghiottone (Gula gula) è un animale estremamente forte e resistenze in rapporto alle sue dimensioni.

Il ghiottone, sebbene sia il mustelide terrestre più grande esistente (i mustelidi più grandi in assoluto sono la lontra marina e la lontra gigante), non ha, in realtà, dimensioni di particolare rilievo. Un esemplare adulto pesa in media 20 kg (in rari casi può arrivare a 30 kg), misura fino a 1,2 metri di lunghezza (coda esclusa) ed ha un’altezza al garrese di 35-40 cm. Nonostante ciò riesce a cacciare anche animali di grossa taglia, ad esempio le renne, che possono superare di oltre cinque volte il suo peso.

La volverina è un animale ben adattato ai climi freddi, i suoi habitat naturali sono le zone subartiche della tundra e della taiga (foreste boreali di conifere).
Vengono classificate due sottospecie, quella presente nelle zone subartiche dell’Eurasia, il Gulo gulo gulo, e quella presente nelle zone subartiche del Nord America, il Gulo gulo luscus. Tuttavia tale suddivisione non trova concordi tutti gli studiosi. Alcuni autori ritengono che le differenze fra le due sottospecie non siano sufficienti a differenziarle e quindi propongono l’accorpamento in un’unica specie monotipica, altri, invece, sostengono la “promozione” della sottospecie americana al rango di vera e propria specie, col nome di Gulo luteus.

Il corpo del ghiottone è robusto e tozzo, le zampe sono corte e con una forte muscolatura, dotate di una pianta molto larga, che gli consente di correre sulla neve senza affondare (la sua andatura è semi-plantigrada, ossia appoggia il peso principalmente sul metatarso, similmente ai primati a agli orsi). La mandibola dell’animale ha muscoli potenti, che gli consentono di sviluppare una notevole pressione col morso, sufficiente a spezzare addirittura il femore di una renna!

Grazie a tali doti l’animale può cacciare e difendersi da animali molto più grandi di lui. Non di rado si sono visti ghiottoni contrastare con successo orsi o gruppi di lupi.
Ad ogni modo le sue prede preferite sono di dimensioni medio-piccole (castori, lepri, roditori e galliformi), tali da fornirgli nutrimento senza particolari rischi, solo nei periodi di magra tende a cacciare animali più grandi, come diversi tipi di cervidi (renne, caprioli, wapiti e alci).
La volverina ha una tecnica di attacco tanto rapida quanto letale, non “perde tempo” in inutili combattimenti, ma punta direttamente alla parte posteriore del collo della vittima, che può agevolmente spezzare col poderoso morso.

Come quasi tutti i mustelidi, anche il ghiottone pratica la “predazione in eccesso” (over-killing), ossia il cacciare più di quanto serva per l’immediato, fatto che gli è costata la nomea di “spietato assassino” tra gli allevatori di pollai e greggi dei paesi nordici. In realtà questa pratica non deriva da un’insana crudeltà, ma dalla necessità di conservare più cibo possibile per i periodi di magra. Infatti spesso il cibo in eccesso viene nascosto e conservato in buche nel terreno, sotto i sassi o in cavità di alberi, per essere ritrovato all’occorrenza grazie allo sviluppatissimo olfatto.

I più evidenti esempi dell’adattamento al clima e alle zone subartiche sono:
• la folta pelliccia completamente idrorepellente, che lo rende molto resistente al freddo e al gelo;
• i ritmi catemerali, ovvero l’alternanza costante di periodi di veglia e di sonno (nel caso specifico circa quattro ore ciascuno). Nelle zone subartiche ci sono circa sei mesi di luce e sei mesi di buio, quindi i “normali” ritmi nictemerali (legati alle 24 ore della giornata) mal si adatterebbero alle condizioni;
• la diapausa delle femmine nel periodo invernale. La stagione degli amori va da aprile ad agosto, tuttavia dopo la fecondazione l’embrione va in una stato di quiescenza per tutto l’autunno e parte dell’inverno, questo per consentire alla femmina di partorire poco prima dell’inizio della primavera (la gestazione effettiva è di 45-50 giorni) e quindi far trovare ai nascituri (da 1 a 4 per cucciolata) un clima meno rigido ed avverso.

Il Gulo gulo è un’animale dalle abitudini solitarie, un solo maschio può controllare un territorio di ben 1000 mq, che delimita con urina, feci e secrezioni delle ghiandole anali. Le femmine tendono ad avere territori più limitati, in media non superiori ai 350mq, che spesso sono collegati, almeno in parte, con uno o più territori dei maschi.
I cuccioli sono svezzati in circa 2 mesi, ma restano con la madre fino a circa un anno di età; la maturità sessuale viene raggiunta non prima dei 2-3 anni e l’aspettativa media di vita è di 5-7 anni, con alcuni esemplari che superano i 10 anni di età.

A causa del riscaldamento globale (riduzione dell’habitat) e alla spietata caccia da parte dell’uomo (sia per la sua pelliccia* che per i danni inflitti agli allevamenti**) oggi il ghiottone è un animale a rischio. La popolazione complessiva è in diminuzione in tutte le aree di diffusione, ad esclusione della Svezia e dell’Ontario dove sono state varate severe politiche di protezione nei confronti di questo animale.

*La sua pelliccia, soprattutto in passato, era pregiata fra i cacciatori e i pionieri, che si inoltravano nelle terre artiche, per farne degli anorak (caldi giubbotti impermeabili con cappuccio).
**La volverina è un’animale piuttosto scaltro, spesso riesce a sabotare le trappolo dei cacciatori, capovolgendole o usando dei bastoni per farle scattare.
ghiottone

La pelliccia del ghiottone e di colore bruno con bande più chiare ai lati del corpo e nella parte superiore del muso. Le dita delle zampe hanno lunghi artigli ricurvi semi-rettrattili.

wolverine (2)

La dentatura evidenzia la dieta tendenzialmente carnivora dell’animale. L’olfatto è molto sviluppato, mentre la vista, diversamente da altri mustelidi, è piuttosto debole.

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