a cura del Prof. Luigi Campanella

1) Per trasformare l’acqua in vapore utilizzando l’energia solare erano sinora necessari molti specchi che concentrassero la luce del sole il più possibile. Ora però una ricerca del MIT ha scoperto come ottenere lo stesso risultato in modo molto più semplice, utilizzando una “spugna” di grafite e carbonio.
Il dispositivo così realizzato è costituito da uno strato di “fiocchi” di grafite disposti al di sopra di un letto di schiuma di carbonio; questa disposizione fa sì che la spugna possa galleggiare sull’acqua.
Quando la luce del sole la colpisce, nella grafite si crea una zona calda; l’acqua sottostante, che nel frattempo è risalita per capillarità, a quel punto evapora. Ovviamente, più la luce è intensa e maggiore è la produzione di vapore, e il sistema così realizzato ha un’efficienza dell’85%.
Perché tutto funzioni è necessaria una luce 10 volte più intensa rispetto a quella di una normale giornata di sole; può sembrare molto, ma bisogna tenere presente che si tratta di una richiesta molto più esigua sia rispetto a quella delle tecniche tradizionali basate su specchi sia rispetto a quella dei metodi basati sulle nanoparticelle, che richiedono una luce 1.000 volte superiore a quella di un giorno soleggiato.
Hadi Ghasemi, leader del gruppo che ha ideato questo sistema, spiega quali possano essere le applicazioni: “Il vapore è importante per la desalinizzazione, i sistemi d’igiene e la sterilizzazione. Soprattutto in quelle aree remote dove il sole è l’unica fonte di energia poter generare vapore con l’energia solare potrebbe essere molto utile“.

spugna grafite

2) L’energia solare è pulita e abbondante, ma ha un problema: di notte, bisogna rinunciarvi. Ora però un’azienda israeliana, la Brenmiller Energy, ha trovato un modo per risolvere il problema, riuscendo a progettare una centrale solare che funziona anche quando il sole è tramontato.
L’impianto di Brenmiller sfrutta un sistema chiamato bCell System: degli specchi parabolici che seguono i raggi del sole ne immagazzinano il calore in un Energy Center sotterraneo, dove la temperatura raggiunge i 550 gradi centigradi.
Quando il sole è coperto dalle nubi, oppure di notte, il calore immagazzinato in precedenza viene utilizzato per la produzione di vapore, con il quale vengono azionate delle turbine.
“Le sole biomasse” – spiega Avi Brenmiller, CEO dell’azienda – “non possono soddisfare la domanda di elettricità ma combinarle con l’energia solare e con l’immagazzinamento dell’energia rappresenta la soluzione più pulita ed economica”.

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