Un comune dell’alto Lazio vuol tagliare parte di una stupenda faggeta

Un comune dell’alto Lazio vuol tagliare parte di una stupenda faggeta

ANCORA UNA VOLTA IL COMUNE DI CAPRAROLA VUOL METTERE LE MANI SU UNO DEI PIU’ BEI BOSCHI D’ITALIA

faggeta lago di Vico

Faggeta del lago di Vico

Venerdì 28 febbraio al comune di Caprarola, in provincia di Viterbo, si è tenuta una riunione tra ambientalisti, tecnici forestali, regione Lazio e il sindaco per analizzare il Piano di Gestione e Assestamento Forestale (PGAF) in fase di approvazione alla regione Lazio, riguardante la faggeta e il cerreto all’interno della riserva naturale del lago di Vico nell’area di Monte Venere e di Monte Fogliano. L’incontro, per gli ambientalisti, si è rivelato solo un proforma. Progettisti forestali e comune di Caprarola alla fine hanno fatto capire che comunque andranno avanti nel loro proposito di tagliare piante, anche contro le istanze degli ecologisti e degli scienziati che hanno firmato una petizione contro il paventato scempio forestale.
Il Comune di Caprarola per uno “strano amore di ricerca scientifica” ha dato incarico al prof. Portoghesi dell’Università della Tuscia, di studiare, in un’estensione di 48 ettari (divisi in 4 celle) di bosco ad alto fusto risiedente all’interno della caldera del lago di Vico, un taglio sistematico e sperimentale di cerri e faggi per salvarli da un ipotetico potenziale degrado. Sia per gli esperti forestali che per gli ambientalisti, tale progetto di taglio forestale “non sta né in cielo né in terra! Tagliare cerri e faggi in ottimo stato di salute solo per vedere se poi nel tempo ricresceranno, è solo una banale scusa per cercare, invece, di fare cassa disboscando”- Questo il commento degli ambientalisti usciti dalla riunione. Il documento, firmato da associazioni quali: Accademia Kronos, Amici della Faggeta, Italia Nostra, Lega Ambiente, Lipu ed altre organizzazioni, nonché da oltre 30 scienziati e studiosi di fama internazionale tra i quali: Enrico Calvario, Marco Bologna, Vincenzo Ferrara, Bartolomeo Schirone, Gianluca Piovesan, Fulco Pretesi, Dario Sonetti ecc., chiede di rivedere profondamente il piano di assestamento forestale. Il documento degli ambientalisti, presentato nell’ambito della riunione al comune di Caprarola, non si pone come muro contro muro, anzi chiede ai progettisti del piano forestale di cercare formule alternative, studiando insieme ai tecnici delle associazioni ecologiche, soluzioni non invasive all’interno dell’ecosistema forestale del lago di Vico.
Al termine della riunione, tuttavia, si è compreso che ormai nulla fermerà la decisione della giunta di Caprarola di tagliare faggi e cerri, un pò come ha già fatto lungo la strada provinciale Lago di Vico, nonostante le proteste di cittadini e associazioni e le richieste di chiarimento da parte del Ministero dell’Ambiente.
A giorni a Roma ci sarà una riunione tra tutte le associazioni ambientaliste locali e nazionali per valutare le azioni legali da contrapporre a questo nuovo progetto di disboscamento.
Accademia Kronos, impegnata in questi ultimi mesi col Ministero dell’Ambiente a predisporre la SNA, ossia la Strategia Nazionale Adattamento ai cambiamenti climatici, voluta dall’UE e recepita ormai da tutti i Paesi comunitari, informa che tra le regole di prevenzione disastri climatici c’è l’esigenza di proteggere le foreste italiane, soprattutto quelle già ricadenti in SIC, ZPS, Direttiva Habitat o in aree interne a parchi e riserve naturali, come quella del Lago di Vico. Quindi la decisione “irremovibile” del comune di Caprarola va a cozzare con tutti questi limiti europei e nazionali, correndo il rischio di vedersi bloccato sul nascere il proprio piano d’assestamento e gestione forestale dalla stessa Europa, nonché di essere ancora una volta denunciato per disastro ambientale, come è già avvenuto per il disboscamento lungo la strada provinciale del lago di Vico. Pertanto Accademia Kronos consiglia progettisti, amministratori e taglia boschi invece di far cassa con banali scuse scientifiche a danno di un bosco ecologicamente sanissimo, di seguire le orme del comune di Ancona che ha ricevuto alcuni milioni di euro dalla Comunità Europea perché ha presentato, primo in Italia, un piano di Adattamento ai cambiamenti climatici come richiesto dalla SNA. In questo senso Accademia Kronos e Lega Ambiente sono disposti a dare una mano al comune di Caprarola per formulare la richiesta di adesione alla SNA e richiedere un valido finanziamento all’UE che, sicuramente, potrebbe essere molto più sostanzioso rispetto al ricavato dalla distruzione di vari ettari di bosco.

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