Fonte: Franco Zunino – Segretario Generale AIW

Quando si dice che la politica è sempre alla ricerca di soldi da distribuire a pioggia ai portatori di voti! E’ noto a tutti la difficoltà con cui il Governo ha dovuto tagliare l’originale Finanziaria per entrare nei parametri richiesti dall’Europa: volevano addirittura aumentare le tasse delle ONLUS pur di trovare i soldi che mancavano alle loro aspettative. Eppure è rimasto ben 1.000.000 (un milione di Euro) per le piante monumentali! Un milione che poteva benissimo tagliarsi, perché così facendo avrebbero non solo recuperato un milione, ma anche impedito tanti danni alle piante monumentali! E’ infatti notorio come stanziamenti a questo fine fatti da alcune Regioni (la Liguria, ad esempio) sono serviti per discutibili potature ed interventi vari che hanno solo manipolato piante alterando il loro aspetto naturale, specie quando lo hanno fatto non per piante di giardino, viali o parchi urbani, ma anche per piante nate libere nei boschi e che alla loro libera evoluzione andavano lasciate! Però, come potrebbero poi giustificare gli stanziamenti, se cooperative e società varie non potessero presentare un rendiconto di lavori eseguiti? In America nessuno va a curare le millenarie Sequoie; caso mai si utilizzano fondi per acquistarle alla pubblica proprietà, mentre da noi con quel milioni di euro non se ne comprerà neppure una! Quel milione di euro andrà tutto a finire nelle voraci casse dei Comuni che segnaleranno la presenza di piante monumentali. E le piante dovranno subire danneggiamenti inutili fatti passare per cure!

Ancora una volta questa è l’Italia, che tutto vuole manipolare, anche la natura selvaggia, se facendolo si attirano stanziamenti pubblici! Eclatante l’esempio dei fondi europei utilizzati per abbattere faggi in zona di riserva integrale con la scusa di favorire la crescita del Ramno nel Parco d’Abruzzo, sebbene ampiamente presente ovunque su quelle montagne e più che sufficiente alla bisogna dell’Orso marsicano.

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Eravamo un po’ invidiosi noi italiani e francesi e ci chiedevamo: "perché l’oceano Pacifico e quello Atlantico hanno le isole di plastica e noi no?" Presto detto, ora anche noi abbiamo un’isola di plastica tra la Corsica e l’isola d’Elba. Non solo, ma noi siamo stati più bravi degli altri, si perché la nostra isola di plastica si trova dentro un’area marina protetta, il santuario dei cetacei!

Fino ad un trentennio fa il fine primavera, come in questi giorni, aveva il sapore dell’arrivo dell’estate, con qualche leggera puntatina di caldo, anche gradevole, che soprattutto al sud si avvicinava ai +30° e difficilmente li superava. La notte si dormiva ancora con una leggera copertina, mentre con il piumone ancora al nord. Poi arrivava qualche tranquillo temporale a riportare le temperature intoro ai 24/26° C.

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