Diversi anni fa (2005-2006) una spedizione di Accademia Kronos in Amazzonia denunciò la devastazione di vaste aree forestali per lasciar spazio a pascoli o alle coltivazione per la produzione di soia e olio di palma. Nella foto scattata da Gabriele La Malfa, uno dei membri della spedizione, è documentato lo scempio della selva amazzonica. Ora, finalmente, qualcosa si muove e Greenpeace, che con maggior vigore, ha attuato una politica di martellamento incessante in denunce e azioni di sensibilizzazione pubblica ( stampa e TV ), ha avuto un primo risultato positivo; infatti tre società brasiliane, le più importanti nella produzione di carne e pellame, quali: JBS, Marfrig e Minerva hanno annunciato che si impegneranno affinché i capi da loro acquistati non provengano più da allevamenti che minacciano la sopravvivenza della foresta amazzonica.
Queste tre grandi aziende forniscono pellame a: Adidas, Clarks, Geox, Gucci, Nike e Timberland ed altre, tutte grandi imprese la cui salute della selva amazzonica sembrerebbe non ha interessare più di tanto.

foresta distrutta

Purtroppo la devastazione più rilevante oggi è ancora quella per la produzione di carne, si calcola infatti che la deforestazione attuata fino ad oggi interessi il 60% solo per far spazio a pascoli per animali destinati a diventare “hamburger”.
Certamente questo è un primo passo e, grazie a Greenpeace e, in piccolo, alla nostra spedizione di denuncia, c’è da sperare che alla fine si arresti la devastazione del più grande polmone verde della Terra.

spedizione AK in Amazzonia

Foto della spedizione di AK, il primo da sinistra il prof. Massimo Mazzini, capo spedizione, il secondo da destra Gabriele La Malfa, che per l’occasione svolgeva il compito di documentarista cinefotografico.

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