Lo rivela uno studio dell’IUCN, che evidenzia come i problemi causati da ambiente e clima deteriorati colpiscano soprattutto le donne, specialmente in alcune aree del mondo.

a cura di Filippo Mariani

E’ di questi giorni la notizia che in Italia, ma un po’ in tutto il mondo, si stiano intensificando azioni di aggressione fisica nei confronti delle donne, per questo motivo psicologi, sociologi e antropologi si interrogano sulle possibili cause dell’aumento di questo fenomeno.

Anche noi di Accademia Kronos ci siamo interrogati su questo fenomeno e tra le tante ipotesi analizzate, abbiamo preso in esame il recente studio condotto dall’Ong IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura), secondo cui la diminuzione delle risorse naturali sul pianeta – a causa di crisi climatica, criminalità, deforestazione e inquinamento delle industrie estrattive – sta esacerbando la “disuguaglianza di genere e gli squilibri di potere nelle comunità e nelle famiglie che affrontano sia la scarsità delle risorse che lo stress sociale”.

Detta in parole semplici: dato che le risorse naturali diminuiscono anche per peggioramento del cambiamento climatico, coloro che detengono il potere nel mondo – essenzialmente ancora gli uomini – possono sfruttare più facilmente le donne. Noi aggiungiamo che a questi motivi va sommata l’insicurezza nel futuro minacciato soprattutto dai cambiamenti climatici, nonché l’ormai appurata interdipendenza tra la nostra psiche-soma (rapporto mente-corpo) e l’ambiente esterno. Ancora più specificatamente diciamo che a livello inconscio ogni giorno il nostro organismo registra tutti gli input che vengono dall’esterno e quindi anche segnali negativi relativi ai molteplici problemi ambientali e in particolare climatici (in primis l’incertezza per il futuro). L’accumulo di questi messaggi negativi, ed ora della temuta pandemia del coronavirus, può essere inteso come il “detonatore” di un già profondo stato di inquietudine e disagio interno.

La mattina del 1 febbraio 2020, ad esempio, nel viterbese alle 6.30 del mattino la temperatura era di + 10°C. Quando nel passato nello stesso giorno e orario la temperatura che si registrava non superava mai i + 3°C e a volte era sotto lo zero. Questo che vuol dire? Semplicemente che il nostro organismo può restare più o meno schioccato da repentine modificazioni di equilibri ambientali e climatici da sempre presenti e “metabolizzati”, come appunto le temperature esterne stagionali. Anomalie meteoclimatiche improvvise possono incidere nella nostra psicosi e accentuare anche situazioni di incontrollata insicurezza e nervosismo.

Lo studio degli esperti del IUNC rafforza tale tesi. Leggiamo insieme:
Questo studio aggiunge all’urgenza di arrestare il degrado ambientale tutto quell’insieme di azioni volte a fermare la violenza di genere in tutte le sue forme e dimostra che le due questioni devono spesso essere affrontate insieme” ha affermato il direttore generale dell’IUCN, Grethel Aguilar. Analizzando oltre 80 case study mondiali e esaminando più di mille fonti, l’analisi si rivela una delle più approfondite di cui disponiamo al momento sulla relazione fra i due settori. L’intensificarsi della crisi climatica, infatti, porta, fra le altre cose, ad aumenti delle disuguaglianze. E se finora diversi esperti avevano affermato che i paesi economicamente più deboli saranno quelli che più subiranno l’impatto del cambiamento, il report prova a far luce sul ruolo della donna in queste comunità.

I ricercatori, infatti, hanno scoperto che le donne in questi contesti hanno meno accesso alle risorse naturali e affrontano maggiori minacce di violenza nei casi di bracconaggio di animali selvatici o estrazione illegale di risorse. Il rapporto cita come esempio lo schema sex-for-fish che vige in alcune zone dell’Africa orientale e meridionale, dove la scarsità del bene – in questo caso il pesce, anche per i problemi di sovra-sfruttamento ittico del continente – fa sì che i pescatori si rifiutino di vendere pesce alle donne se non in cambio di sesso.
Allo stesso tempo, però, emerge che una delle maggiori minacce ambientali per le donne è quando scelgono o sono costrette a difendere la terra e le risorse della comunità. Questo è vero soprattutto fra gli indigeni: negli ultimi 15 anni sono morte circa 684 persone per la difesa del territorio. Se questo vale per tutti i generi, lo studio fa notare che ci sono circa 609 rapporti di aggressione contro donne nel centro America e in Messico solo fra il 2015 e il 2016.

Il legame col cambiamento climatico

Secondo vari casi-studio analizzati dalla ricerca, anche i cambiamenti climatici possono portare a un aumento della violenza di genere. Questi rappresentano, infatti, uno degli aspetti che il report prende in analisi sotto la voce “degrado ambientale”. Ma, di fatto, vi si possono ricollegare tutti gli altri: l’aumento della deforestazione peggiora il cambiamento climatico, così come l’estrazione di petrolio e gas contribuisce al riscaldamento globale che, a sua volta, interrompe i cicli naturali causando problemi a varie comunità. Per citare degli esempi, il report analizza come la siccità ha influenzato la violenza di genere tra gli agricoltori ugandesi e australiani. “Le pressioni finanziarie associate alla siccità sono state in parte la causa di un aumento del consumo di alcol e droghe da parte degli uomini, che ha provocato un aumento della violenza contro le donne”, si legge nel rapporto nell’analisi della situazione in Australia. Va poi considerato che eventi meteorologici estremi stanno assumendo nuove forme, aumentando il rischio – si fa notare – che le donne vengano sfollate da casa e diventino rifugiate. Un fattore che può esporle, insieme ai bambini piccoli, alla tratta di esseri umani. Ma gli eventi estremi non hanno conseguenze negative per le donne solo nei paesi in via di sviluppo: nel 2018, ad esempio, dopo l’uragano Micheal negli Stati Uniti sono aumentati gli abusi domestici.

Articoli correlati

Dear environmental friends, the whole world and our Europe are experiencing a difficult time, which is putting this economic model in crisis, with profound repercussions on the life of each of us. Many people are confused and worried about this pandemic, they fear for the health of themselves and their loved ones.

Cari amici ambientalisti il Mondo intero e la nostra Europa stanno vivendo un momento difficile, che sta mettendo in crisi questo modello economico, con profonde ripercussioni sulla vita di ognuno di noi. Moltissime sono le persone confuse e preoccupate da questa pandemia, temono per la salute propria e dei loro cari.

COMMENTA

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.