Una conclusione a Marrakech della Cop22 sottotono

Una conclusione a Marrakech della Cop22 sottotono

A differenza del summit sul clima del dicembre scorso a Parigi, questo che si è appena concluso in Marocco è apparso sbiadito e snobbato in genere dai mass media internazionali. Eppure i temi sul tappeto erano importanti e meritevoli di attenzione. Purtroppo hanno prevalso in questo appuntamento sul clima due elementi determinanti:

il primo, la paura di un attentato terroristico, visto che si prevedeva la presenza di capi di Stato di tutto il pianeta;

il secondo, la vittoria di Trump che ha sempre dichiarato di non essere d’accordo con gli accordi di Parigi sul clima.

Sta di fatto che a differenza di Parigi, a Marrakech erano assenti i grandi big della politica mondiale. Tuttavia tutti i Paesi firmatari dell’accordo di Parigi hanno confermato la loro volontà di onorare gli impegni assunti nella scorsa primavera a New York con la ratifica dell’accordo di Parigi. Il nostro ministro dell’ambiente, Galletti, presente alla COP 22, ha annunciato che intende portare avanti con decisione l’accordo di Parigi…”inserendo all’ordine del giorno del tavolo del G7, che presiederemo nel 2017, proprio la lotta ai cambiamenti climatici“.

Quindi andiamo avanti sperando di non superare i fatidici 2 gradi centigradi di temperatura media in più.
Alla fine in linea di massima erano tutti d’accordo, ma resta il nodo più importante e cioè la costituzione di un fondo di assistenza climatica indirizzato anche ai Paesi del Sud del pianeta che, pur non contribuendo all’emissione massiccia di gas serra, ne subiscono le conseguenze. Al momento il fondo è costituito da meno 4 miliardi di dollari, ne servirebbero invece circa 75 miliardi!

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