Svariati milioni di anni fa (Devoniano e Carbonifero 420/300 milioni) la concentrazione di ossigeno sul nostro pianeta era circa il 70% in più rispetto ad oggi e la Luna era molto più vicina alla Terra (la vicinanza del nostro satellite produceva maree di oltre 100 metri – oggi sappiamo che si allontana costantemente dal nostro pianeta di 4/5 cm l’anno). Probabilmente questi due elementi, ossigeno e attrazione lunare, hanno giocato un ruolo determinante nel gigantismo di ogni essere vivente, dalle piante agli animali. Non solo i dinosauri erano giganteschi, ma anche gli insetti. Il “campione” degli insetti era l’antenato dell’attuale libellula, che aveva un’apertura alare vicina al metro, anche se il primato tra gli invertebrati spetta all’Arthropleura armata, un artropode parente degli attuali millepiedi, poteva raggiungeva i 2,8 metri di lunghezza! La ricostruzione è stata possibile grazie al ritrovamento di alcuni sedimenti fossilizzati rinvenuti in un giacimento fossilifero tedesco. Anche i ragni non scherzavano, recentemente in Argentina si è scoperto il resto fossilizzato di un ragno, che per dimensioni non sarebbe stato secondo agli altri invertebrati giganti!

Ma allora, ci si può chiedere, perché oggi (fortunatamente!) questi invertebrati sono diventati molto più piccoli? La possibile risposta sta nella diminuzione dell’ossigeno sul pianeta. Il sistema respiratorio, soprattutto degli artropodi terrestri, è formato da spiracoli e trachee disposti lungo il corpo, che ottimizzano al massimo la quantità d’ossigeno dell’atmosfera. La drastica diminuzione di ossigeno, iniziata dopo il Carbonifero, ha obbligato questi invertebrati a riorganizzarsi, divenendo sempre più piccoli. Gli scienziati infatti ci spiegano che gli insetti e gli artropodi di quelle dimensioni, oggi per la riduzione di ossigeno nell’aria “soffocherebbero”.

In conclusione possiamo affermare che la vita sul nostro pianeta è strettamente subordinata all’ambiente esterno, sia astronomico che terrestre. Quindi se aumenta la concentrazione di CO2 in atmosfera, oltre al riscaldamento globale, potrebbe accadere, come per gli  invertebrati in passato, che gli uomini del futuro debbano “trasformarsi” anatomicamente (adattarsi evoluzionisticamente) per sopravvivere. A meno, ovviamente, che si fermi l’aumento della CO2 e la distruzione dell’ambiente naturale!

Arthropleura armata

riproduzione in scala 1:1 (dimensioni reali) di un Arthropleura armata

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Finalmente è arrivata a far giustizia la biologia molecolare…. Il secolo scorso (XX) sulla "razza" ne ha viste di tutti i colori, da Auschwitz alle foibe, sulle ceneri del genocidio di qualche secolo prima che aveva portato allo sterminio delle popolazioni indigene di tutto il continente americano, senza dimenticare le deportazioni di persone "nere" da interi villaggi della costa atlantica dell’Africa, rese schiave al grido del motto nazionale “in God we trust” o “In Deo speramus”.

In biologia per ibrido si intende un individuo generato dall’incrocio di due specie o razze differenti (riproduzione gamica). Più nello specifico si parla di ibrido interspecifico quando sono interessate due specie differenti appartenenti allo stesso genere e di ibrido intraspecifico quando sono interessati organismi di due sottospecie (razze) all’interno della stessa specie madre.

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