a cura di Filippo Mariani

La stagione degli uragani non è ancora finita, solitamente si conclude verso la fine di novembre, tuttavia possiamo tirare giù qualche dato che avvalora il fenomeno del riscaldamento globale del pianeta. Di fatto siamo già nel guinness dei primati, infatti se non dovessero arrivare altri violenti fenomeni meteo, come appunto gli uragani, avremmo già superato di molto la media, sia per numero che per intensità delle tempeste tropicali e degli uragani.

Solitamente il numero degli uragani, ma anche dei tifoni del Pacifico, nel passato (a parte una anomala situazione registrata nel 1951) si attesta su numeri decisamente inferiori. Solo sull’Atlantico abbiamo avuto 15 tempeste tropicali di cui 7 si sono trasformate in uragani. Oltre a ciò nel passato gli uragani difficilmente superavano la categoria 7. Eccezionale anche il fatto che quest’anno due uragani hanno raggiunto categoria 5 e altri due categoria 4.

Di preoccupante comunque c’è un fenomeno che si sta verificando in questi giorni sull’Atlantico settentrionale non distante dalle Azzorre, un’anomala tempesta tropicale che si è già trasformata in uragano di categoria 3 (Ophelia) e, cosa ancora più preoccupante, punta decisa verso est, ossia verso l’Irlanda e le coste orientali dell’Inghilterra. Anche questa è una anomalia perché dovrebbe invece puntare verso le coste americane. Insomma noi di Accademia Kronos, che da anni monitoriamo la situazione dei cambiamenti climatici sul nostro pianeta, non dovremmo meravigliarci più di tanto perché, purtroppo, tutto ciò lo avevamo previsto già alcuni anni fa, molto prima dell’accordo sul clima di Parigi.
Per quanto riguarda l’Italia, sebbene “Ophelia” non ci riguarderà, dobbiamo prendere atto che il fenomeno rischio siccità non è affatto terminato…

Hurricane_Ophelia

Immagine satellitare del NOAA relativa all’uragano Ophelia.

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