a cura di Filippo Mariani

Accademia Kronos dal 1997 al 2000, su incarico di una società che operava per conto dei Ministeri Agricoltura e Ambiente, gestiva sul territorio nazionale un’importante campagna per tutte le scuole Italiane conosciuta con il nome di “Vivere il Mare”. Nei grandi raduni, in teatri capienti, gli operatori di questa campagna presentavano agli studenti delle medie superiori un concorso legato alla realizzazione di un cortometraggio documentario sul tema mare e sua difesa. Gli incontri con centinaia di studenti si tenevano quasi sempre nei teatri cittadini dove era presente un personaggio del campo scientifico o dello spettacolo. Si proiettavano documentari di denuncia ambientale e si tenevano brevi dibattiti sulla tutela del mare.

Nel 1999 a Palermo, nel famoso teatro Politeama, a parlare con gli studenti e i professori c’erano il fondatore di Accademia Kronos Ennio La Malfa e il grande Enzo Maiorca.
Maiorca, il primo uomo al mondo che in apnea aveva raggiunto e superato i 100 metri di profondità, spesso accompagnava gli operatori di Accademia Kronos nei raduni scolastici, soprattutto in Calabria e in Sicilia.

Tornando a noi, quella mattina del novembre 1999 al teatro Politeama, Enzo Maiorca parlò dell’amore che aveva nei confronti del mare e soprattutto delle sue creature. In quell’occasione raccontò un fatto che gli era accaduto alcuni anni prima nel mare di Siracusa mentre con la figlia Rossana, anch’essa detentrice di record di immersioni in apnea, si stavano allenando; un fatto che lo aveva profondamente toccato.

Il fatto:
Enzo Maiorca immerso nel caldo mare di Siracusa parlava a poca distanza con la figlia Rossana che era sulla barca pronta anch’essa ad immergersi, all’improvviso si sentì colpire leggermente alle spalle, si girò e vide un delfino. Capì subito che l’animale non voleva giocare, ma esprimere qualcos’altro. Il delfino infatti si allontanò e Maiorca lo segui a nuoto. Poi l’animale si immerse e lo stesso fece Enzo, a circa 12 metri di profondità, impigliato in una rete di una spadara abbandonata, c’era un altro delfino. Maiorca emerse rapidamente e chiamò a gran voce la figlia perché lo raggiugesse con i due coltelli da sub che erano nella barca.
In pochissimi minuti i due esperti sub riuscirono a liberare il delfino impigliato nella rete, il quale allo stremo delle sue forze riuscì ad emergere e, emettendo quasi “grido umano”, così lo descrisse Maiorca, riuscì a respirare. (Un delfino può resistere sott’acqua non oltre 10 minuti, dopodiché affoga).
Il delfino liberato restò un po’ stordito in acqua, controllato da Enzo, Rossana e l’altro delfino. Poi si riprese e, sorpresa! Si scoprì che era una delfina perché da li a poco partorì un piccolo.
Mamma e cucciolo si allontanarono mentre, il delfino maschio fece un giro intoro ai due umani e si fermò un attimo davanti ad Enzo Maiorca, gli diede un colpetto, come fosse un bacio, sulla sua guancia a segno di gratitudine e poi si allontanò.

Questa meravigliosa storia commosse tutti i presenti che si alzarono in piedi per un lungo e caloroso applauso. Enzo Maiorca terminò il suo intervento dicendo che: “fin quando l’uomo non avrà imparato a rispettare e a dialogare con il mondo animale, non potrà mai conoscere il suo vero ruolo su questa Terra”.

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