di Ivan Gaddari (da Meteo giornale)

L’ultima settimana di luglio negli USA è stata a dir poco anomala. Un clima simil-autunnale ha interessato gran parte del Midwest e i settori orientali degli Stati Uniti, mentre un sistema depressionario a lenta evoluzione stazionava sulle Great Plains generando inondazioni su zone precedentemente colpite da siccità.
Ovviamente non sono mancati violentissimi temporali, principalmente ad inizio settimana, e vi sono stati dei tornado nel Midwest, negli Stati del sud e persino nel New England. Un tornado EF-0 ha toccato terra presso Wolcott, nel Connecticut, mentre su Revere, nei pressi di Boston nel Massachusetts, un EF-2 ha causato ingentissimi danni nella giornata di lunedì.

Tromba d'aria

Lunedì 28 luglio sono state osservate due trombe d’aria ravvicinate nei pressi di Denver, in Colorado. Una delle due ha toccato terra nei pressi dell’aeroporto, costringendo decine di persone a cercare riparo all’interno della struttura.

Ma non sono state solo le tempeste a farla da padrone. Un blocco d’aria relativamente fredda ha investito tutto il Midwest e gli Stati orientali. Mercoledì (30 luglio) mattina, ad Atlanta, è caduto il record di 16°C gradi di minima che persisteva dal 1939: il termometro ha raggiunto i 15°C. Un altro record è stato frantumato presso Birmingham, in Alabama, dove la minima ha toccato 13.8°C. Il record precedente era di 16,1°C registrato nel 1994.

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La rituale disamina della stima delle temperature medie globali dell’anno passato, mediante l’analisi dei dati grezzi e grigliati, mostra come il 2017 non abbia battuto il record stabilito un anno prima dal 2016, ma ci sia andato comunque molto vicino. Infatti, nella classifica degli anni più caldi, il 2017 si colloca al secondo posto sopra il 2015, con valore di anomalia, + 0,51o °C rispetto al periodo 1981-2010, +1o °C rispetto all’inizio del secolo.

Secondo una ricerca dell’Università di Melbourne, pubblicata sulla rivista Geophysical Research Letters, le zone tropicali, dove si trovano i Paesi più poveri, saranno maggiormente colpite dal riscaldamento globale. I ricercatori hanno analizzato gli scenari e gli impatti dei cambiamenti climatici sia sui Paesi più ricchi che su quelli poveri, nel caso si verificasse un riscaldamento globale di 1,5°C rispetto all'epoca pre-industriale.

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