Viva le api (ovunque stanno sorgendo differenti iniziative per salvarle)

Viva le api (ovunque stanno sorgendo differenti iniziative per salvarle)

a cura di Daniela Rosellini

Le api sono insetti incredibili, che vedono il mondo ad una velocità cinque volte superiore a come la vedono gli esseri umani e distinguono i colori in un range ben superiore (ultravioletto) rispetto a quanto accade a noi. Secondo lo “Smithsonian Institute” sono perfino capaci di contribuire alla diagnosi di tumori e diabete con una precisione del 98%, grazie alla loro incredibile capacità di percepire gli odori. Oltre a rifornirci di miele, di pappa reale, di cera vergine e propoli, le api rappresentano degli ottimi indicatori ambientali, hanno infatti un ruolo fondamentale nella biodiversità e nell’agricoltura, perché, senza il loro indispensabile lavoro di impollinazione sul 70% della vegetazione, la maggior parte dei prodotti agricoli scomparirebbe dai mercati e dalle nostre tavole.

Eppure, in tutto il mondo “civilizzato”, è in atto una gravissima emergenza: le api sono decimate ed è minacciata la totale sopravvivenza della specie. Persino nei Pirenei Orientali, sono state trovate morte 48 milioni di api. Le cause? Soprattutto i prodotti chimici, che sterminano anche gli altri insetti, come coccinelle, libellule, lucciole, farfalle, ecc. e moltissime altre forme di vita.
“Quando scompariranno le api, sarà la fine dell’umanità”, aveva preannunciato Albert Einstein, e ormai questa frase viene ripetuta da tutti. Per ovviare al problema si parla di impollinatori meccanici, di api-robot, che dovrebbero rimpiazzare quelle vere….. Stiamo veramente andando in questa direzione?

Fortunatamente pare di no. Gli Stati Uniti che, con l’agricoltura chimica e intensiva, stanno perdendo ogni anno, il 30% delle api (attualmente è scomparso il 40% delle colonie), e la Francia, che ha visto crollare la produzione di miele dalle 32 mila tonnellate del 1995, alle 10 mila del 2014, hanno ufficialmente comunicato i loro piani per difendere questi preziosi insetti. Ma un po’ dappertutto, grazie anche all’impegno e alla presa di posizione degli apicoltori, stanno sorgendo iniziative per la salvaguardia di questi meravigliosi insetti. Ecco alcuni esempi:

Negli Stati Uniti, a Seattle, sugli ampi spazi verdi, ricchi di aree umide e di biodiversità che circondano l’aeroporto “Sea-Tac”, sono stati costruiti 25 alveari, e biologi, apicoltori ad altri esperti stanno lavorando per trasformare la zona nell’habitat ideale per le api. Inoltre, allo scopo di sensibilizzare i viaggiatori rispetto al gravissimo problema della loro moria, vi vengono organizzate mostre d’arte ed altri eventi dedicati agli operosi insetti. Il progetto si ispira a quello avviato nel 2011 preso l’aeroporto “O’Hare” di Chicago. A Seattle è nato anche il prototipo di una app che potrebbe permettere ai viaggiatori di confrontare le miglia del proprio volo con le distanze percorse dalle api.

In Europa, a Oslo, è stata inaugurata la prima “autostrada” del mondo per le api e gli altri impollinatori: un corridoio verde che attraversa la capitale norvegese da est a ovest, con stazioni di polline ogni 250 metri, cioè con vasi fioriti posti sui tetti e sui balconi. “Per permettere alle le api e ai calabroni di avere a disposizione cibo a sufficienza che li aiuterà a sopportare meglio lo stress ambientale artificiale “, ha detto Tonje Waaktaar Gamst della “Oslo Garden Society”.

Il Comune di Oslo sta inoltre cooperando con le organizzazioni ambientaliste per invitare aziende e cittadini a piantare fiori amici delle api. Per aiutare meglio gli insetti, l’organizzazione BiBy ha creato una app per consentire alle persone di vedere le “zone grigie”, ovvero i tratti più lunghi da percorrere, che sono ancora senza cibo per le api, al fine di favorire la messa a dimora dei fiori utili.

• Poiché si stanno moltiplicando i casi di avvistamenti di sciami di api tra le vie e i palazzi cittadini, a New York, Londra, Tokio, Berlino, e Parigi, si è consolidata la pratica di allevare le api in città.

• A Milano, Green Island, in collaborazione con Legambiente, ha appena inaugurato il primo apiario d’artista: originali e colorate arnie ideate da designer e creativi, che accoglieranno le api metropolitane, per la salvaguardia della biodiversità urbana e il recupero di aree verdi dismesse. Sono state realizzate 10 arnie artistiche alle quali, ogni anno ne verrà aggiunta una nuova. Chi vuole potrà adottare uno sciame e, a partire dalla Primavera 2016, riceverà il miele urbano “Miele-Milano” (MI – MI).

Ape impollinatore

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