a cura di Giovanna Pagani (inviata a Katowice)

Mentre a Katowice erano in corso le difficili trattative tra le parti (retromarcia ecologica di USA, Brasile, Australia, Germania e Polonia), alcuni giorni fa si è svolta una grande manifestazione per rivendicare il diritto dell’umanità a vivere liberi dalla minaccia climatica.

L’appuntamento era alle 11 in piazza Wolnosci, ma il corteo è partito in ritardo a causa degli intensi controlli di sicurezza. Smisurata la presenza delle forze dell’ordine a cui, durante la marcia, è stato risposto con lo slogan “Non siamo terroristi, siamo ambientalisti!

Una grande manifestazione intergenerazionale e interetnica con grande creatività, colori, flash mob (per esempio il Presidente del Brasile che minaccia i manifestanti ed è in continuo scontro con la donna indigena che, sostenuta dai manifestanti, gli mostra la clessidra del Tempo Zero per salvare Madre Terra).

Campeggiava il tema dell’uscita dai combustibili fossili e l’appello a partecipare contro ogni forma di maschilismo e fascismo (questo nel settore dove mi trovavo).

Mi inserisco nella sfilata delle femministe per la giustizia climatica. Al nostro nutrito gruppo si è inserita la Parlamentare del Partito Verde tedesco e Vicepresidente del Bundestag, Claudia Roth, una donna di carattere che crede nell’utopia verde, ma senza dimenticarsi del militarismo. Ho subito stabilito un contatto per prossimi incontri.

Ci deve dar forza il fatto che si è trattato di una manifestazione globale: si sono mobilitati più di 20 Paesi e innumerevoli città. Si spera che la nostra voce smuova l’ambizione (termine molto usato da tutti) ambientalista dei politici.

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