a cura del Prof. Luigi Campanella

Viene comunemente affermato che il nostro sistema immunitario funziona meglio del nostro cervello: quest’ultimo può dimenticare, quello (il sistema immunitario) se incontra un batterio o un virus lo memorizza indissolubilmente, soprattutto se lo stimoliamo.

Per fare ciò possiamo ricorrere all’alimentazione, in tal senso la dieta mediterranea (grassi monoinsaturi, olio extravergine d’oliva, omega-6 e 3 da pesce e molluschi, poche proteine animali, frutta con e senza guscio, verdure, vino rosso; erbe aromatiche, fibra alimentare, cereali integrali, legumi) ci dà una bella mano.

L’altra mano ce la può dare il nostro microbiota, la comunità dei microrganismi alloggiati nel tubo digerente, che dobbiamo proteggere consumando fibra e probiotici. Oggi poi è nata una nuova condizione, la cosiddetta fame nascosta, un deficit di micronutrienti provocato dall’eccessivo consumo di alimenti raffinati. Anche in questo caso un’alimentazione intelligente ci consente di rimediare. Una vitamina fondamentale in tal senso è la vitamina D la cui carenza è stata anche avvicinata ad una maggiore probabilità di contrarre l’infezione da SARS-CoV-2 e di sviluppare una forma più grave di CoViD-19. Pertanto il Ministero della Salute consiglia di assumerne una quantità giornaliera di 50 microgrammi. Anche le altre vitamine A, B, C ed alcuni minerali come lo zinco, selenio, rame e ferro intervengono in sinergia col sistema immunitario (come riconosciuto ufficialmente dall’EFSA, European Food Safety Authority).

Infine numerosi rilievi scientifici hanno assegnato un ruolo positivo nel supporto al sistema immunitario ad alcuni principi attivi contenuti negli estratti di piante come la Curcuma e la quercetina che si trova nel radicchio e nella cipolla, per la quale l’Istituto di Nanotecnologie del CNR di Cosenza ha evidenziato una possibile attività inibitoria per il virus responsabile del CoViD-19.

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E’ quella cinese una flotta per la pesca immensa con circa 160 mila unità tra paranze piccole, medie e barche d’altura e con decine di gigantesche navi fattoria, letteralmente fabbriche di cibo galleggianti che trasformano subito il pescato in confezioni da vendere nei mercati. Queste "brave persone ambientaliste" stanno arando nel vero senso della parola i fondali marini con reti che superano anche il Km di lunghezza.

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