a cura del Prof. Ezio Gagliardi

In piena pandemia da CoViD-19, in cui tutti i popoli della Terra sono impegnati a difendersi da un virus tra i più infettivi che hanno colpito il nostro pianeta nell’ultimo secolo, con la prima ondata non ancora conclusa, ad eccezione della Cina e di qualche paese limitrofo, siamo in attesa della seconda ondata, la quale probabilmente coinciderà con il freddo dei mesi invernali e con le nostre difese immunitarie che tenderanno ad abbassarsi, come è accaduto normalmente negli anni passati.

In quest’articolo reputo importante evidenziare il ruolo fondamentale della vitamina D nella difesa dal SARS-CoV-2.

Vediamo i dati riportati dalla letteratura scientifica:
– Correlazione in 30 paesi europei tra livelli di vitamina D nel sangue e incidenza di morti per CoViD-19 (1).
– Melzer e colleghi stimano che la deficienza in vitamina D possa predisporre per la CoViD-19 in base alle misure effettuate su 499 pazienti (2), quelli che erano positivi al CoViD-19 avevano un’alta probabilità di avere la vitamina D bassa.
– Esistono evidenze consolidate sul ruolo immuno-modulatorio della vitamina D, in base alle sue proprietà antivirali e per il suo ruolo nel mitigare le polmoniti e l’iper-infiammazione.
– I soggetti con concentrazione nel sangue di 25(OH)D inferiore a 16ng/ml , con la somministrazione di 500U/giorno di vit.D3 riducono l’incidenza di infezioni respiratorie di circa 2/3 (3).
– Diversi ricercatori sollecitano, in tutti i paesi in cui vi è una alta carenza di vitamina D, in special modo in Italia (insieme a Spagna e Grecia), dove abbiamo valori di 28 nanomoli per litro (nmol/L), la promozione di campagne pubbliche che favoriscano il consumo di cibi ricchi in vitamina D, adeguata esposizione al sole e nei mesi invernali l’uso di opportuni integratori (4).

Nel Nord Europa la situazione è migliore, in quanto vi è la consuetudine di aggiungere vitamina D ad alimenti consumati più spesso (latte, formaggio e yogurt), sia perché molte persone assumono integratori, sia perché essendo l’irradiazione meno potente, non viene evitata, come capita invece al sud. Non a caso in Scandinavia la pandemia ha causato un numero inferiore di morti.

A proposito dell’Italia, soprattutto la popolazione anziana, la carenza di vitamina D può rappresentare un notevole fattore di rischio per l’infezione da SARS-CoV-2 (Giancarlo Isaia, docente di Geriatria e presidente dell’Accademia di Medicina di Torino, ed Enzo Medico, professore di Istologia all’Università di Torino); i medesimi studiosi suggeriscono la somministrazione della forma attiva della vitamina D (Calcitriolo) per via endovenosa nei pazienti affetti da CoViD-19 e con funzionalità respiratoria compromessa, dove il sistema immunitario risulta iperattivo producendo la cosiddetta cascata delle citochine, che scatenano una forte risposta infiammatoria e rendono più grave e fatale la CoViD-19;. Secondo alcuni ricercatori la vitamina D funziona da moderatore, regolando i livelli di citochine e quindi l’infiammazione e potenziando la risposta immunitaria innata.

Quali concentrazioni di vitamina D sono considerate efficaci per migliorare il sistema immunitario?
Il Dr. Gareth Davies, PhD (Medical Physics), Imperial College, London, del gruppo di ricercatori, facenti parte del Mps raccomanda ai governanti dell’Inghilterra, che la concentrazione di 400 IU di vit. D risulta essere 10 volte più piccola di quella necessaria per ripristinare un sistema immunitario efficiente in molte delle popolazioni coinvolte con la CoViD-19 e in caso di deficienza severa, arrivare a 10.000 IU; si fa presente che la vit. D non è da considerare una semplice vitamina, ma un vero “ormone essenziale”, senza il quale (nelle dovute concentrazioni) il sistema immunitario non funziona adeguatamente (5).

Riflessioni
– Risulta chiaro da quest’articolo, che una buona dieta può aiutarci a introdurre adeguate concentrazioni di vit. C, Quercitina e vit. D; il loro contributo alla stabilizzazione del sistema immunitario viene ottimizzato dall’introduzione di adeguati prebiotici e probiotici.
– Gli alimenti con le maggiori concentrazioni di vitamina D: Salmone, aringa, sgombro. sardine, latte e yoghurt intero, burro, formaggi grassi, le uova, i funghi e il cioccolato; alcune etichette riportano la concentrazione di vitamina D, oppure ricavarle dal sito dell’istituto Nazionale della Nutrizione; sarebbe utile per via alimentare introdurre almeno 1000-2000 IU.
– In questo periodo dell’anno, in cui le influenze stagionali potrebbero nascondere la CoViD-19, sarebbe necessario che i pazienti affetti da febbre, raffreddori e diarrea non vengano gestiti on-line, ma visitati al fine di evidenziare possibili problemi polmonari; purtroppo nei mesi scorsi e ancora oggi alcuni pazienti relegati in casa, in quanto affetti apparentemente da semplice influenza, vengono improvvisamente colpiti da tempesta citochinica nel caso di CoViD-19, che li porta a rapida compromissione respiratoria e in mancanza di un rapido soccorso, subiscono un aggravamento irreversibile che li porta alla morte.
– Utilizzare un Saturimetro che misura la percentuale (%) di ossigeno nel sangue: valori di 97-99% vengono considerati normali; ma se questi valori scendono a 90-92%, dobbiamo chiamare urgentemente un medico che possa controllare il nostro stato di salute, al fine di predisporre un rapido ricovero in ospedale nel caso di insufficienza respiratoria e compromissione polmonare.
– Vi consiglio di acquistarne rapidamente uno, al fine di poter monitorare la concentrazione del vostro ossigeno nel sangue, inserendo semplicemente un dito all’interno del saturimetro che nell’arco di qualche secondo vi farà vedere sul display la percentuale di ossigeno.

1) Ilie PC, Stefanescu S, Smith L (2020)The role of vitamin D in the prevention of coronavirus disease 2019 infection and mortality. Aging Clin Exp Res 1‐4. doi:10.1007/s40520-020-01570-8.
2) Meltzer DO, Best TJ, Zhang H, Vokes T, Arora V, Solway J. (Preprint 2020) Association of Vitamin D
Deficiency and Treatment with COVID-19 Incidence. medRxiv 2020.05.08.20095893; doi:
https://doi.org/10.1101/2020.05.08.20095893.
3) Martineau AR, Jolliffe DA, Hooper RL et al (2017) Vitamin D supplementation to prevent acute
respiratory tract infections: systematic review and meta-analysis of individual participant data BMJ
356:i6583. doi: 10.1136/bmj.i6583.
4) Associations between hypovitaminosis D and COVID-19: a narrative review Giancarlo Isaia1,2 and Enzo Medico2 1 Academy of Medicine, Torino, Italy 2 University of Torino, Italy.
5) COVID-19: Scientists raise the vitamin D alarm By Nikki Hancocks 02-Oct-2020 – Last updated on 02-Oct-2020 at 09:27 GMT.

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E’ quella cinese una flotta per la pesca immensa con circa 160 mila unità tra paranze piccole, medie e barche d’altura e con decine di gigantesche navi fattoria, letteralmente fabbriche di cibo galleggianti che trasformano subito il pescato in confezioni da vendere nei mercati. Queste "brave persone ambientaliste" stanno arando nel vero senso della parola i fondali marini con reti che superano anche il Km di lunghezza.

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