da Teatro Naturale (Agricoltura – Alimentazione – Ambiente)

La mortalità si ridurrebbe del 15% nel lungo periodo, con un’assunzione di soli 30 grammi di cereali integrali al giorno. Nessun riscontro, invece, sui potenziali benefici nel prevenire il cancro.

Cereali integrali e crusca se si vuole ridurre le possibilità di morire per una malattia cardiovascolare. Nel lungo periodo un’assunzione costante di cereali integrali ridurrebbe l’incidenza fino al 15%.
Per la prima volta, in uno studio epidemiologico della Harvard School of Public Health, vi è l’evidenza scientifica dei benefici del consumo di cereali integrali, parte integrante della Dieta Mediterranea.

Non è la prima volta che i cereali integrali sono associati ad un minor rischio di contrarre patologie cardiovascolari o diabete, ma fino ad oggi non vi era l’evidenza di una correlazione fra consumo e riduzione della mortalità.
Lo studio epidemiologico si è basato sui dati provenienti da più di 74.000 donne e 43.000 uomini, soggetti a regimi dietetici specifici per altre ricerche dal 1980 al 2010.

I ricercatori, mediando altri fattori, indice di massa corporea, attività fisica e dieta generale, e fattori di rischio, come il fumo, hanno confrontato l’assunzione di cereali con i dati di mortalità su un periodo di circa 25 anni. E’ stato così possibile scoprire che l’assunzione di cereali integrali è associata con una riduzione della mortalità del 9%, del 15% tenendo conto della correlazione con malattie cardiovascolari.
Lo studio ha inoltre permesso di scoprire che il tasso di mortalità scendeva del 5%, e fino al 9% per le malattie cardiovascolari, per ogni porzione di 30 grammi/giorno di cereali integrali consumata.

La riduzione del tasso di mortalità, per malattie cardiovascolari, può addirittura arrivare al 20% con la parziale sostituzione della carne rossa con i cereali. Nessuna correlazione, invece, tra consumo di cereali integrali e tasso di mortalità per cancro.

Cereali

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