Articolo a cura di Gabriele La Malfa

Corpo e zampe posteriori da leone, zampe anteriori, ali e testa da aquila. Questa, in linea di massima, la descrizione della creatura mitologica che prende il nome di grifone. Mitologia a parte, anche in natura esiste un animale col nome di grifone. Tale animale è un uccello facente parte della famiglia degli accipitridi (i rapaci diurni) e, ovviamente, ha ben poco in comune con la leggendaria creatura ibrida felino/rapace.

Il genere grifone (Gyps) comprende 8 specie piuttosto simili tra loro, quella presente in Italia è il Gyps fulvus. Tutti i grifoni fanno parte della sottofamiglia “Aegypiinae”, comunemente detta degli avvoltoi del vecchio continente*; sono uccelli prettamente saprofagi, ossia si nutrono di carcasse di animali morti.

* Nonostante le somiglianze superficiali, gli avvoltoi del vecchio continente non sono strettamente imparentati con gli avvoltoi del Nuovo Mondo (famiglia Cathartidae). Infatti le somiglianze tra i due gruppi sono dovute più che altro a convergenze evolutive.

In passato il Gyps fulvus era diffuso in molte regioni italiane, poi, in seguito all’incessante sterminio da parte dell’uomo, la specie si estinse su tutto il territorio nazionale, eccezion fatta per la Sardegna (attualmente si stima che, in questa regione, siano presenti circa 200 esemplari).
Recentemente è stato reintrodotto con successo in Abruzzo, Basilicata e Sicilia. Oltre che in Italia il Gyps fulvus è presente, con medio/piccole popolazioni, in Marocco, Algeria, Spagna, Grecia, Croazia, Serbia, Turchia, Iran e Iraq.

Il Grifone è un uccello sociale, fino a 35-40 esemplari possono vivere insieme, per la stessa ricerca del cibo utilizza una strategia di gruppo: gli individui della colonia si alzano in volo, ognuno copre una porzione di territorio differente, pur restando a contatto visivo con gli altri. Quando un membro della colonia scopre una carogna, prima di scendere sul terreno, inizia a volteggiare in cerchio sopra di essa per diversi minuti. Questi movimenti richiamano gli altri individui, che ben presto accorrono sul posto per nutrirsi.

L’apparato digerente del grifone (e in generale quello di tutti gli avvoltoi) è piuttosto corto, non oltre i 3 metri totali, ma estremamente efficiente nell’eliminare i virus, batteri e parassiti presenti in abbondanza nella carne in decomposizione. Alla base di tale efficienza c’è il repentino cambio di acidità-basicità lungo l’apparato digerente, si parte con un pH neutro (7-7,5) nel gozzo, per passare ad pH fortemente acido nello stomaco (1-1,5) e per tornare ad un pH quasi neutro nell’intestino (6,5-7). Il veloce e consistente cambio di pH risulta letale per i vari agenti patogeni.
Facile intuire come il ruolo ecologico del grifone sia molto importante. Cibandosi di carogne, esso limita i rischi di infezioni o malattie trasmissibili agli altri animali, uomo compreso.

Gyps_fulvus

Il grifone (Gyps fulvus) è un uccello di grandi dimensioni, dai 7 ai 12 kg di peso con un’apertura alare di 2,5-2,8 metri. La ampie ali con remiganti primarie profondamente incise testimoniano l’attitudine di buon “veleggiatore”, infatti sfruttando le correnti ascensionali può rimanere in volo per centinaia di chilometri senza sbattere le ali e quindi con un basso dispendio energetico. Durante il volo il collo è tenuto ritratto, piegato ad esse. Rispetto ad altri avvoltoi una caratteristica distintiva è la coda corta e quadrata.
La maturità sessuale viene raggiunta a 5-6 anni, mentre l’aspettativa di vita è compresa tra i 30 e i 40 anni. La deposizione delle uova avviene tra la fine gennaio e inizio febbraio, la covata è di un singolo uovo e la cova dura circa 2 mesi, mentre lo svezzamento del piccolo avviene in quasi 4 mesi.

Gyps_fulvus_2

Testa e collo non hanno un piumaggio sviluppato, ma solo un corto piumino, questo consente un agevole ingresso della testa nelle aperture delle carcasse. Attorno alla base del collo c’è un collarino di piume che serve da protezione per il retrostante piumaggio (impedisce che si sporchi e rovini col cibo). Negli esemplari giovani (come nella foto) il collarino è formato da penne lanciformi marroni, invece negli esemplari adulti da penne lanose biancastre.

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