a cura di Viola Rita (fonte: Wired.it)

Ogni anno oltre 400 mila morti su suolo europeo sono legate all’inquinamento atmosferico. Cifre elevate e preoccupanti che ci ricordano quanto sia importante ridurre le emissioni di gas serra. Il report dell’Agenzia Europea dell’Ambiente.

In Europa su ogni sette/otto decessi uno è dovuto all’inquinamento. Queste sono le nuove stime impressionanti dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA in sigla) che mostra che il 13% di tutte le morti per qualsiasi causa è riconducibile proprio a questo fattore. Il report, pubblicato sulla pagina dell’EEA, rimarca che l’inquinamento atmosferico è la prima causa di malattia con 400 mila morti premature all’anno in Europa. Ricorda anche che proprio la sfortunata occasione della pandemia CoViD-19 è uno degli esempi lampanti di come la salute umana sia legata a quella della “salute” dell’ambiente.

Peggio la Romania, meglio la Svezia

I ricercatori hanno stimato i numeri dei decessi da attribuire a cause ambientali. In coda alla classifica europea c’è la Romania dove un decesso su cinque è legato all’ambiente – ma Albania e Bosnia ed Erzegovina registrano cifre anche peggiori – mentre in cima ci sono Danimarca e Svezia dove l’inquinamento è responsabile di una morte su dieci. L’Europa orientale mediamente presenta condizioni peggiori da questo punto di vista, con un rapporto più stretto fra inquinamento e decessi.

Inquinamento, il legame con tumori e malattie cardiovascolari

Le malattie più collegate sono i tumori, le malattie cardiovascolari e respiratorie. In particolare, stando ai dati del 2012, dei 400 mila decessi all’anno riconducibili all’inquinamento, quasi 255 mila sono dovuti a tumori, 135 mila a cardiopatie ischemiche, 81 mila alla Bpco e quasi 50 mila ad ictus. Ma la lista è lunga e contiene anche Alzheimer, diabete, malattie renali, ipertensione, asma e altre patologie. A rimetterci di più sono le persone non abbienti, maggiormente esposte alle ondate di calore e al freddo estremo e a condizioni ambientali e di igiene meno buone.

Le strategie

Ridurre il traffico, sostituire i combustibili fossili con alternative più eco-sostenibili e abbassare il consumo di carne sono misure importanti per ridurre il nostro impatto sull’ambiente. Per migliorare la salute delle persone e degli ambienti urbani, inoltre, dovrebbe essere promossa la creazione di spazi verdi e blu che rendono più fresche le città nel caso di ondate di calore, riducono gli allagamenti e supportano la biodiversità in città. Questi spazi pubblici fra l’altro aumenterebbero le possibilità di svolgere attività sportive e ludiche insieme, riducendo l’isolamento sociale.

La qualità dell’acqua, un punto di forza

Quando si parla di ambiente una nota positiva, invece, arriva dalla qualità dell’acqua, che è elevata nella maggior parte dei casi e dei paesi. In Europa le acque balneari sono state valutate come eccellenti nell’85% dei casi. Inoltre il 74% delle acque sotterranee (i corpi idrici sotterranei, particolari porzioni di acque del sottosuolo) – un importante fonte di acqua potabile – risultano avere un buono stato chimico.

Articoli correlati

In piena pandemia, all’inizio della seconda ondata con aumenti esponenziali dei casi positivi soprattutto in Europa, con valori che oscillano tra i 10.000 e 30.000 positivi al giorno, in attesa di un vaccino sicuro ed efficace, l’unica arma che ci permetterà di sopravvivere al virus, senza subire danni al nostro stato di salute, come già detto in articoli precedenti, è quello di rinforzare il nostro sistema immunitario.

COMMENTA

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.