a cura di Filippo Mariani

Il Mar Ligure e il Mar Tirreno stanno “affogando” nella plastica e soprattutto nelle microplastiche, le quali sono spesso scambiate dai pesci come plancton. Inoltre la plastica abbandonata in mare produce gas serra.

A tal proposito la rivista scientifica Science ha recentemente pubblicato uno studio sullo stato di salute del Mediterraneo e in particolare del Tirreno, sottolineando il serio pericolo della presenza di plastica e microplastica per tutta l’ittiofauna e, di conseguenza, per chi si nutre del relativo pescato.

Lo studio di alcuni ricercatori dell’Università delle Hawaii ha dimostrato che la plastica abbandonata come bicchieri, buste e cannucce monouso disperse nell’ambiente contribuisce anche al riscaldamento globale: degradandosi, infatti, questa plastica produce gas serra come metano ed etilene. Il metano in particolare è molto più “potente” dell’anidride carbonica come gas serra e, quindi, concorre anch’esso all’innalzamento della temperatura del pianeta.

In particolare, scrivono i ricercatori, “il polietilene è usato per le borse della spesa, è il più comune tra i rifiuti di polimeri sintetici, ed è anche il produttore più prolifico di entrambi i gas”. I rifiuti di polietilene a bassa densità (Ldpe) trovati in mare usati per imballaggi e confezioni di alimenti, una volta esposti alla luce del sole cominciano a produrre gas e continuano anche di notte. Le fratture che si creano con l’esposizione alla luce, spiegano gli autori dello studio, col tempo aumentano la superficie esposta alla degradazione foto-chimica, e quindi favoriscono la produzione dei gas.

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