a cura di Filippo Mariani

Qualcuno, magari appartenente a qualche nuova ONG europea, potrebbe chiedersi: “Adesso si sono svegliati pure quelli di AK ?” Domanda più che legittima, ma che tuttavia dimostra la non conoscenza della nostra storia di oltre mezzo secolo.

Accademia Kronos nel 2004 fu l’unica associazione ambientalista italiana che prese a cuore la strage dei bimbi di Beslam. A loro ricordo infatti AK, con la collaborazione del CFS e delle scuole foggiane, piantò più di cento alberi nel territorio di San Giovanni Rotondo. Sopra una foto di repertorio in cui si vede l’ambasciatore della Russia che presenziò all’operazione di rimboschimento e la lapide posta all’ingresso del piccolo bosco firmata Accademia Kronos (altri comuni italiani aderirono a questa iniziativa, tra questi Alassio).

Questa non fu questa l’unica operazione internazionale di Accademia Kronos, prendemmo subito a cuore la situazione dei cosiddetti “popoli dimenticati”. Infatti tra le operazioni più significative, supportammo le popolazioni indios amazzoniche nella realizzazione di una loro riserva naturale Xixian, invitando a Roma al Campidoglio il loro leader : Plinio De Encarnacao. Abbiamo anche evitato, con l’aiuto della stampa brasiliana, che l’allora Presidente Lula, su “suggerimento” dei garimpeiros brasiliani, vanificasse l’operazione indios.

A seguire, grazie anche al Prof. Dario Sonetti, oggi membro del nostro Comitato Scientifico, abbiamo contribuito a dare un qualche sostegno alle popolazioni dello Yemen, del Madagascar e del Borneo.

Accademia Kronos con la collaborazione oggi di ONG di alto livello professionale come Survival e Africa Sì, intende riprendere la sua mission in favore dei popoli dimenticati. Quindi questa newsletter online ogni settimana ospiterà indagini, documenti e denunce di questi due importanti enti che da anni operano per la salvaguardia dei popoli indigeni minacciati ancora una volta dall’ingordigia dell’avere delle “cosiddette” genti civili.

Articoli correlati

E’ quella cinese una flotta per la pesca immensa con circa 160 mila unità tra paranze piccole, medie e barche d’altura e con decine di gigantesche navi fattoria, letteralmente fabbriche di cibo galleggianti che trasformano subito il pescato in confezioni da vendere nei mercati. Queste "brave persone ambientaliste" stanno arando nel vero senso della parola i fondali marini con reti che superano anche il Km di lunghezza.

COMMENTA

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.