a cura del Prof. Luigi Campanella

Chissà se Stephen Hawking, tra le tante previsioni, non avesse già intuito la scoperta di un pianeta nel sistema di una stella “vicina” a noi, tanto da progettare una navetta (vedi il progetto Breakthrough Staeshot col miliardario russo Yuri Milner e il patron di facebook Mark Zuckerberg) per raggiungerlo in tempi relativamente brevi?

Il dubbio rimane, l’unica cosa certa, ed annunciata ufficialmente in Germania dagli scienziati dell’ESO (European Southern Observatory), è che quel pianeta esiste veramente e che si trova straordinariamente vicino a noi: a “soli” 4,23 anni luce.

“I primi accenni di un possibile pianeta – ha raccontato il coordinatore del progetto dell’Eso, Guillem Anglada-Escudè – erano noti da diversi anni e sono stati osservati di nuovo nel 2013, ma la rilevazione non era convincente. Da allora abbiamo lavorato duro per ottenere ulteriori osservazioni da terra con l’aiuto dello strumento di ESO ed altri telescopi sparsi in varie parti del mondo. Un’attenta analisi dei piccoli spostamenti Doppler – ha detto ancora – ha mostrato la presenza di un pianeta con una massa di almeno 1,3 volte quella della Terra, con un’orbita a circa 7 milioni di chilometri dalla stella rossa Proxima Centauri, solo il 5% della distanza Terra-Sole con un periodo di rivoluzione di quasi 12 giorni*”. Un interessante commento dell’astronoma Isabella Pagano: “Una pietra miliare per l’umanità” su “Proxima Centauri b” potrebbe esistere acqua liquida.

* Considerando che Proxima Centauri è una nana rossa, quindi una stella piccola e relativamente fredda, la distanza del pianeta Proxima Centauri b è quella giusta per rientrare nella “zona abitabile” del sistema. Inoltre tale pianeta è quello col secondo indice di similarità terrestre (ESI) più alto tra tutti gli esopianeti conosciuti (0,87), secondo solo a Kepler-438 b (0,88).

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