Trovandoci ancora in piena pandemia, vedi gli Stati Uniti, l'America Latina e l'India; fortunatamente in Italia tendono ancora a scendere i casi di infezione da SARS-CoV-2, pur in presenza di focolai poco estesi e prontamente controllati; rimane il problema delle infezioni che creano patologie all’infettato non sempre facilmente risolvibili (gravi difficoltà respiratorie, problemi polmonari, cardiologici e neurologici) fino all’esito infausto.

Gli Arara del territorio di Cachoeira Seca sono il gruppo con il più alto tasso di infezione da CoViD-19 di cui si abbia notizia nell’Amazzonia brasiliana. Secondo le statistiche ufficiali, il 46% dei 121 Arara che vivono nella riserva hanno contratto il virus, ma secondo gli esperti è molto probabile che ora tutti i membri della tribù di quel territorio siano stati infettati!

Il sangue è fonte di vita, più circola e più i nostri organi sono ossigenati e protetti. La sua importanza è alla base delle trasfusioni che irrorano l'organismo umano in difficoltà. La condizione per potere donare il sangue è l'assenza di malattie gravi anche pregresse. Sembra perciò strano sentire parlare di trasfusioni di sangue da persone che hanno patito patologie potenzialmente gravi, come quella della CoViD-19.

A completamento dell'articolo del Prof. Di Renzo circa quello che abbiamo imparato dall'esperienza del CoViD-19, in cui ha elencato una serie di manifestazioni cliniche del nuovo virus e altre preziose informazioni circa comportamenti da tenere, mi permetto di aggiungere il ruolo dei recettori ACE-2 che appaiono espressi e sovra espressi in vario grado in chi è stato infettato.