Dopo la CoViD-19 ora dobbiamo difenderci anche dai veleni dei fitofarmaci diffusi nell’aria. E’ di questi giorni il grido di allarme di medici, ambientalisti, presidenti dei biodistretti e semplici cittadini sulla dispersione nell’aria di prodotti chimici letali, utilizzati a volte in maniera irresponsabile soprattutto nei frutteti, come nei noccioleti.

Il livello di pesticidi che ingeriamo assieme al cibo può essere notevolmente abbattuto se prestiamo attenzione alla dieta, privilegiando il consumo di prodotti bio. Questo è quanto emerso dalla campagna di biomonitoraggio #ipesticididentrodinoi che è stata promossa da FederBio assieme all’Associazione Medici per l’Ambiente (Isde), Legambiente, Lipu, Wwf, in collaborazione con un gruppo di aziende del settore bio.

E’ ormai noto come, a causa dei pesticidi chimici, le api siano già in forte declino... e a farne le spese sono l’ambiente, il nostro cibo e l’agricoltura. Un recente studio ha mostrato che gli insetticidi "neonicotinoidi" sono pericolosi non solo per le api, ma anche per farfalle, bombi, insetti acquatici e uccelli, con possibili ripercussioni su tutta la nostra catena alimentare.

Nell’applicazione delle nuove tecniche di coltivazione agricola, a partire dagli anni '50, non si è tenuto conto di quali sarebbero state le gravi conseguenze che un uso irrazionale ed indiscriminato delle stesse tecniche poteva produrre in quel meraviglioso organismo che è il terreno agrario e negli esseri che vivono e si nutrono dei suoi prodotti.